Venerdi, 17 settembre 2021

Spazi verdi in città e benessere dell'infanzia




Numerose ricerche hanno permesso di quantificare il beneficio ambientale che la vegetazione, con le sue diverse tipologie, offre alle nostre città, dalla rimozione di inquinanti atmosferici come PM10 e ozono (si veda la scheda RIAS Verde urbano e miglioramento della qualità dell'aria) alla mitigazione dell'isola di calore. Per questo è ormai riconosciuta come fondamentale la valorizzazione della rete di infrastrutture verdi nelle aree urbane; citiamo a titolo di esempio il modello delle green city che le inserisce tra gli obiettivi strategici della rigenerazione urbana e le indicazioni di ANCI che nel suo documento sulle linee guida per il Recovery Fund le definisce essenziali per un futuro più resiliente delle città. 

Arpatnews ricorda il progetto Forestami, promosso tra gli altri dal Comune di Milano, che prevede la messa a dimora di 3 milioni di alberi entro il 2030, per pulire l’aria, migliorare la vita della città e contrastare gli effetti del cambiamento climatico. In Toscana, la Regione, in linea con quanto stabilito nel suo Piano regionale per la qualità dell’aria, ha destinato ai Comuni che presentano maggiore criticità dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico un bando che finanzia interventi di piantumazione di specie arboree e arbustive in ambito urbano

La valorizzazione delle aree verdi è finalizzata al raggiungimento dello sviluppo sostenibile delle città, in linea anche con l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”, e naturalmente del benessere e della salute dei cittadini che vi abitano.

Su quest’ultimo aspetto l'articolo di Arpatnews si sofferma su una determinata fascia di popolazione, ovvero i bambini, che crescono sempre più in contesti urbani esposti a diversi fattori di rischio ambientale, subendone spesso il carico maggiore, insieme ad altre categorie fragili. L'articolo di Arpatnews cita il manifesto per “I diritti naturali dei bambini e delle bambine”, in cui l’educatore Gianfranco Zavalloni, alcuni anni fa, enucleava 10 concetti che ci possono far comprendere quanto le nostre città siano attualmente poco “adatte” al benessere dei bambini, siano cioè poco rispettose del loro bisogno di spazi aperti e natura:

  • Il diritto all’ozio, a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

  • Il diritto a sporcarsi, a giocare con la sabbia, la terra, l'erba, le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti

  • Il diritto agli odori, a percepirne il gusto, riconoscere i profumi offerti dalla natura

  • Il diritto al dialogo, ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

  • Il diritto all’uso delle mani, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco

  • Il diritto ad un buon inizio, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura,

  • Il diritto alla strada, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

  • Il diritto al selvaggio, a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

  • Il diritto al silenzio, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua

  • Il diritto alle sfumature, a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle.