Venerdi, 17 settembre 2021

Le pillole di sostenibilità di ARPAT: fare sport e rispettare l'ambiente




Nel 2017, l’Unesco ha reso operativo il piano di Kazan, un accordo globale che unisce le politiche sportive e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Due anni dopo, in Italia, un protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Ambiente e il Comitato Olimpico Nazionale ha voluto promuovere iniziative di sensibilizzazione su temi ambientali nell'ambito dello sport, dalla diffusione di comportamenti virtuosi legati al “plastic free”, alla riduzione delle emissioni climalteranti, alla mobilità sostenibile, agli acquisti verdi, alla minor produzione di rifiuti, all’uso consapevole dell'acqua, all'efficientamento energetico degli impianti sportivi.

Sport e ambiente sono dunque intrinsecamente vicini e gli sportivi, dal canto loro, sono tra i primi ad essere consapevoli di quanto sia importante un ambiente di qualità per svolgere la propria attività. Una dimostrazione di questo connubio è la pratica del plogging, che consiste nel raccogliere i rifiuti mentre si corre. Inventata in Svezia, tale attività è approdata anche nel nostro Paese e ne è un esempio Keep clean and run, la manifestazione giunta quest’anno alla sua settima edizione.

Nonostante tali iniziative e la sensibilità che vi sta dietro, possiamo però fare ancora molto per diffondere in questo contesto una cultura della sostenibilità, tra gli sportivi stessi ma anche tra il pubblico che segue gli eventi. Basti pensare, ad esempio, alla produzione dei rifiuti o all’uso di acqua o all’impatto dei trasporti derivanti dalle manifestazioni sportive, per non scordare gli impatti anche sulla biodiversità, come ci ricorda l’ultima guida dello IUCN, Mitigating biodiversity impacts of sports events: dalla perdita o modifica dell'habitat, ai disturbi alla fauna selvatica, all’erosione del suolo, all’impoverimento delle risorse idriche.

Gli impatti ambientali non riguardano però sole le grandi o piccole manifestazioni, ma anche i singoli sportivi che possono, con le loro scelte e comportamenti, ridurre la propria impronta ecologica.

Con l'allentamento delle misure anti-Covid, anche l'attività sportiva, che in parte e per qualcuno non si è mai fermata, piano piano riprenderà vigore e tutti, grandi e piccoli, potranno ricominciare a praticare le diverse discipline, all'aperto o negli impianti dedicati. Perché non ripartire allora nel segno della sostenibilità e di un maggior rispetto per l’ambiente?

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